
Le ricerche hanno seguito un percorso che ha utilizzato inizialmente un modello in vitro di fermentazione microbica intestinale, e successivamente condotto interventi nutrizionali sull’uomo con somministrazione di mela in acuto oppure prolungata per otto settimane. E’ stato coinvolto un ampio gruppo di ricercatori, coordinati da Fulvio Mattivi, Kieran Tuohy e Francesca Fava, e tutto ciò è stato reso possibile grazie al sostegno di progetti europei (FoodBall, Cabala_Diet&Health) e nazionali (Ager), ed alla collaborazione con i produttori nazionali (Melinda, Macè).
“I risultati ottenuti -spiegano i ricercatori- indicano come le mele, ed in particolare la mela Renetta Canada, ma anche Golden Delicious e Pink Lady, abbiano la capacità di funzionare come efficaci pre-biotici in vitro, con un effetto sul microbiota intestinale superiore a quello indotto dalla fibra. Inoltre il microbiota intestinale risulta avere un ruolo decisivo per assicurare la biodisponibilità dei polifenoli della mela, largamente mediato dai batteri intestinali. Gli studi ancora in corso stanno delucidando i meccanismi tramite i quali le mele Renetta Canada, assunte regolarmente, possono ridurre significativamente il colesterolo totale ed LDL e alcune molecole di adesione vascolare importanti nell’insorgenza di ipertensione arteriosa”.