L'ambasciatore Peronaci ha fatto il punto sullo stato della trattativa fra Consiglio-Stati membri e Parlamento europeo sul quadro finanziario 2014-2020: una trattativa non facile fra Paesi restii ad un impegno più marcato sul versante dell'integrazione e Paesi che, assieme al Parlamento europeo, sono decisi a spingere per una governance unitaria e per poteri maggiori all'Unione europea. Un'Europa più forte e più unita, con poteri di intervento sui mercati rappresenta ai loro occhi l'unico ed efficace antidoto per combattere e sconfiggere ogni tipo di speculazione.
Nel contesto di questa riflessione, l'esperienza trentina di buon governo dell'autonomia con destinazione di una quota considerevole di risorse finanziarie nei settori dell'alta formazione e della ricerca, è stata illustrata dal vice presidente Pacher e dal professor Schizzerotto. La nascita e lo sviluppo dell'Ateneo trentino, dei centri di ricerca, le prestigiose collaborazioni internazionali da loro avviate con successo, rappresentano un insieme di best practices che ci permette di dialogare con autorevolezza con le regioni europee più innovative.
"Dell'esperienza trentina - ha detto Pacher - hanno colpito soprattutto due cose: la quantità di investimenti realizzati nel settore ricerca, pari al 2,2% del Pil, percentuale che non ha eguali in Italia, e l'avere costruito un sistema, mettendo in rete tutti i soggetti interessati."
Alla tavola rotonda ha assistito anche una delegazione somala, guidata dall'ambasciatore somalo in Italia e in Belgio, Nuur Hassan Hussein. La delegazione, accompagnata da un giovane trentino-somalo in stage a Bruxelles, intende giovarsi dell'aiuto dell'Ufficio della Provincia per avviare l'ambasciata a Bruxelles, attualmente inesistente.
L'esperienza trentina dell'alta formazione e della ricerca ha avuto due momenti di ulteriore confronto, fra esperti trentini e delle istituzioni europee, al Parlamento europeo, e di nuovo presso la sede dell'Euroregione.
Foto a cura dell'ufficio stampa.
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