Ieri sera il concerto accademico di primavera con la partecipazione straordinaria del coro della Sat
Rossi: continua l'impegno della Provincia per il Conservatorio Bonporti
L'impegno della Provincia per il Conservatorio Bonporti, sancito anche da uno specifico accordo di programma, siglato a inizio legislatura, continua: potremmo sintetizzare così l'intervento del presidente Ugo Rossi, ieri sul palco del Santa Chiara in apertura del Concerto di primavera dell'istituto. Con lui il presidente del Conservatorio Paolo Ghezzi, che ha ricordato come per l'inizio del 2019 si inaugurerà il nuovo auditorium di 270 posti. "La Provincia si è subito attivata, ad inizio legislatura, siglando con il Bonporti uno specifico accordo di programma - ha detto Rossi - nella consapevolezza dell'importanza di questa realtà sia per gli studenti trentini sia per coloro che vengono da fuori. La musica è un linguaggio formidabile, capace di abbattere ogni barriera, anche quelle fra genere e genere musicale. Llo vediamo anche stasera, assieme ad un graditissimo ospite, il coro della Sat".
In Trentino, ha ricordato Ghezzi, la situazione è migliore che nel resto d'Italia, sia per la condizione delle sedi sia per le disponibilità finanziarie, grazie all'apporto della Provincia autonoma, che si somma a quello dello Stato. L'Accordo Conservatorio-Provincia prevede fra l'altro un’assegnazione di parte provinciale di circa 870.000,00 euro all'anno. Risolta la questione della sede e dell'annesso auditorium sotterraneo, l'attenzione ora si sposta sulla realizzazione di un Polo della musica pop-jazz, proprio negli spazi dell'ex-Santa Chiara, funzionalmente collegati a quelli del polo delle Crispi. Una partita, questa, che vede coinvolti oltre alla Provincia il Comune di Trento, proprietario degli immobili, e gli agli altri enti culturali della città coinvolti nella trasformazione degli spazi che un tempo ospitavano anche la Facoltà di lettere in un nuovo, grande "polmone culturale" per il capoluogo e per tutto il Trentino.
Dopo i saluti, la parola è andata naturalmente alla musica, per la gioia del folto pubblico presente. La serata si è articolata in: coro della Sat con canzoni armonizzate da Mascagni e Benedetti Michelangeli; orchestra del Conservatorio e coro della Sat insieme, su arrangiamenti del maestro Franceschini; la chicca di ‘Ndormenzete popin con Orchestra, Coro Sat e Coro femminile Bonporti, un intreccio inedito su uno dei più bei canti della tradizione popolare trentina; Coro e Orchestra Bonporti con le Sirenes di Debussy; finale orchestrale con l’ouverture accademica di Brahms. In mezzo, un breve intervento programmatico del direttore del Conservatorio, prof. Massimiliano Rizzoli.
Immagini a cura dell'ufficio stampa
(mp)
Immagini