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Il protocollo prevede la raccolta in forma anonima ed il monitoraggio dei dati relativi alle denunce di reato raccolte dalle Forze dell’Ordine utilizzando una metodologia condivisa.
“Il contributo della Polizia di Stato e dell’Arma dei Carabinieri e delle Polizie Locali– ha sottolineato il prefetto - è stato fondamentale e determinante per una conoscenza più approfondita del complesso fenomeno della violenza di genere. Un apporto importantissimo quello delle Forze dell’Ordine, che ci permette di conoscere l’entità del fenomeno attraverso i dati raccolti, che svelano un mondo sommerso e costituiscono la punta di un iceberg che viene alla luce grazie alla coraggiosa determinazione delle donne che sporgono denuncia. Infatti, i reati che si celano dietro le violenze spesso non vengono denunciati e si consumano tra le mura domestiche senza che nessuno possa intervenire.”
In tal senso, il protocollo mira ad elaborare sempre più efficaci strategie di prevenzione e di contrasto al fenomeno della violenza di genere e di fornire un adeguato supporto alle donne che denunciano atti di violenza, offrendo loro, con azioni concrete e mirate, soluzioni per la costruzione di un progetto di uscita dalla violenza per ristabilire un sano e sereno equilibrio di vita.
L’assessora provinciale ha ricordato l’approvazione della legge provinciale 6/2010, per prevenire la violenza di genere, che ha rappresentato un’assunzione di responsabilità pubblica rispetto a un fenomeno consolidato anche in Trentino e trasversale a tutte le classi sociali e ai livelli di istruzione; la violenza infatti avviene per il 50% dal partner o dall’ex partner e per il 70% è attuata da persone note alla vittima, quindi in un ambiente familiare. L’assessora ha poi ringraziato le Forze dell’Ordine per la disponibilità a formarsi in questo ambito e per il lavoro svolto in questo sistema di raccolta dati, che rappresenta un unicum e un modello a livello nazionale.
L’impegno assunto con il protocollo in ambito provinciale ha durata fino 31 dicembre 2019.
Riprese a cura dell'Ufficio Stampa