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Si è parlato di studi botanici - i primi risalgono al 1400 - e di analisi climatologiche, di evoluzione del paesaggio forestale e di impatto sulla biodiversità degli insetti alieni, nella prima giornata di lavori del convegno dedicato al monte Baldo, a Palazzo Eccheli Baisi di Brentonico. Si è parlato inoltre di latte e batteri, con l'attesa relazione di Elena Franciosi, della Fondazione Edmund Mach, che ha analizzato le proprietà antistress di un batterio presente nei formaggi prodotti con il latte crudo della zona del Baldo. Una giornata densa di interventi di carattere prettamente scientifico, dunque, quella di ieri, mentre oggi i temi posti "sotto i riflettori" saranno piuttosto quelli di carattere storico-culturale.
Sullo sfondo, la grande sfida della candidatura del monte Baldo alla Lista del patrimonio mondiale dell'umanità Unesco, condivisa da Trentino e Veneto, come sottolineato nella sua lettera di saluti dall'assessore della Regione Veneto Cristiano Corazzari, che il vicepresidente Tonina aveva incontrato il mese scorso a Verona. "Il monte Baldo è un luogo nel quale è possibile effettuare sempre nuove scoperte. Lo possono fare i ricercatori e gli studiosi, tanto sul versante umanistico quanto su quello naturalistico, ma lo possono fare anche i turisti e i visitatori occasionali, oltre che i residenti. Il Baldo continua a sorprendere, con la ricchezza dei suoi giacimenti ambientali, nonché della sua storia e delle sue tradizioni, che si rinnovano costantemente": questo il punto di partenza della tavola rotonda moderata dal giornalista Rosario Fichera, che ha suggellato i lavori della giornata di ieri. Dialogo, divulgazione, cambiamento, salute: queste alcune delle parole d'ordine che tracciano il futuro di un eccezionale scrigno naturalistico, che comprende comuni trentini e veneti, e soprattutto, una varietà di ambienti difficilmente riscontrabile altrove, dalle sponde del lago di Garda fino alla cima dell'Altissimo. "Dagli Stati generali della montagna - ha ricordato Tonina - sono emersi molti percorsi possibili. Uno dei principali riguarda proprio la valorizzazione del nostro patrimonio ambientale. L'importante è crederci, e farlo con tutti gli attori del territorio, con tutte le comunità interessate. Avere organizzato questo evento a Brentonico assume dunque un valore particolarmente importante. Da tempo le comunità locali hanno compreso l'importanza di un più forte impegno rivolto anche all'esterno, che dovrebbe culminare con la candidatura del Baldo a patrimonio ambientale Unesco. La lettera della Regione Veneto testimonia la disponibilità a condividere ufficialmente questo percorso anche da parte dei nostri 'vicini', e apre la strada a future collaborazioni. Ci sembra di buon auspicio che ciò avvenga proprio mentre ci apprestiamo a festeggiare i 10 anni del riconoscimento dell'Unesco alle Dolomiti".
Una prima "visione" della possibilità di una più forte tutela e valorizzazione del monte Baldo risale agli anni 70 del secolo scorso, con le settimane naturalistiche battezzate "Il fiore del Baldo". Più recentemente (ad esempio nell'aprile 2016) altre manifestazioni a cui hanno preso parte studiosi, esperti, ma anche imprenditori e amministratori locali, hanno nuovamente acceso i riflettori sull'importanza di questo luogo. L'anno scorso vi sono state le serate "Monte Baldo mon amour", per arrivare ora a questo importante convegno, che mette assieme gli aspetti naturalistici e quelli culturali.
L'apertura dei lavori di oggi è prevista per le ore 15 con i saluti dell'assessore all'istruzione, università e cultura della Provincia autonoma Mirko Bisesti.
L'evento è seguito anche da quattro tirocinanti del Liceo Rosmini di Rovereto, Alex Abazaj (fotografo), Fabio Zeni, Marianna Tomasoni e Ludovica Lorenzini (incaricati per i comunicati stampa).
Immagini a cura dell'ufficio stampa. Foto ufficio stampa e Alex Abazaj
All: comunicato stampa studenti del liceo Rosmini. Audiointervista ass. Tonina.