"Altro dato positivo, su cui però dobbiamo riflettere – spiega Failoni – è quello relativo alla continuità gestionale, che riguarda quasi il 70% delle strutture, assicurata dal fatto che l’84% degli alberghi trentini sono gestiti a livello familiare. La scommessa è riuscire nei prossimi anni a dare a queste gestioni un’impronta più manageriale, per poter affrontare con maggiore efficacia la concorrenza dei mercati emergenti. Dobbiamo, inoltre, lavorare sulla capacità degli alberghi di differenziare l’offerta dei servizi, soprattutto nelle strutture a bassa qualificazione. Altro impegno - precisa l'assessore - riguarda la capacità di aumentare il grado di utilizzo netto degli alberghi. Il dato medio provinciale è pari al 48,8%, al di sopra di tale livello si posizionano le strutture della Valle di Fiemme e dell’ambito Madonna di Campiglio, Pinzolo, Val Rendena e quelle delle aree turisticamente più forti”.
Il rapporto evidenzia anche come la permanenza media in dieci anni sia diminuita mediamente di 1,7 giorni, in coerenza con la tendenza globale all'accorciamento della vacanza. “Su questo – conclude Failoni – ci deve essere l’impegno a penetrare con maggiore efficacia i mercati più lontani, che possono garantire permanenze più lunghe rispetto ai tradizionali mercati nazionali o a quelli dei Paesi europei a noi più vicini”.
In allegato una sintesi del rapporto
Qui il rapporto completo