
"Il Festival ci ha insegnato – ha detto il governatore Ugo Rossi – a non aver paura di confrontarci col resto del mondo, anche su temi difficili come quello dell’accesso alla salute e il Trentino non ha paura a mettersi in discussione. E se non ha paura è soprattutto merito dei suoi cittadini, che sono in vetta alle classifiche per il tempo che dedicano alla lettura, al volontariato e anche allo sport non agonistico. Così come – ha aggiunto – il nostro sistema sanitario provinciale si trova spesso in testa alle classifiche relative alla qualità dei servizi erogati. Il nostro compito è di assicurare decisioni rapide e chiare, mentre i cittadini - se le cose non funzionano - possono individuare le responsabilità di chi non le fa funzionare. E’ questo che intendiamo – a concluso Rossi – per autogoverno".
"Ormai è dimostrato – ha sottolineato Tito Boeri, direttore scientifico del Festival - che chi ha avuto lunghi periodi di disoccupazione può avere, anche diversi anni dopo, problemi di salute molto seri. Nella lunga recessione - ha ricordato Boeri - ad esempio sono aumentati i disturbi di natura mentale e quasi metà dell'incremento di questi disturbi è associato ai dati di disoccupazione molto elevati. Per questo è importante affrontare i temi del lavoro e del precariato, soprattutto quello relativo alla disoccupazione giovanile, un problema sociale molto importante su cui dobbiamo discutere in maniera aperta”. Uno spunto che ha dato l’occasione a Boeri, in veste di presidente dell’Inps, di parlare dei nuovi voucher proposti dal Governo. "Il nuovo contratto - ha ricordato Boeri - prevede per ogni ora lavorata 12 euro a carico del datore di lavoro, che diventano 9 in tasca al lavoratore e sarà gestito dall'Inps che potrà verificare anche con il lavoratore che la prestazione sia effettivamente avvenuta”.
"Il Festival è un’occasione per fare il punto su quanto stiamo facendo come università e ricerca” – hanno detto il presidente e il rettore dell'Ateneo trentino, Innocenzo Cipolletta e Paolo Collini. "Mi arrabbio sempre - ha sottolineato Cipolletta - quando sento parlare di sanità come di un costo. Anche da un punto di vista economico la spesa in sanità ha sempre un grande ritorno, in tecnologia e ricerca innanzitutto". Il tema scelto quest’anno – ha detto Collini – è molto forte e desta curiosità e consentirà di allargare il pubblico del Festival. Il ruolo dell’Università è quello di essere motore dello sviluppo di un territorio e attrattori di talenti”
"La cosa strabiliante qui a Trento – ha evidenziato l’editore Giuseppe Laterza – e che c’è una grande attenzione per l’economia e che molte persone, studiosi ed esperti accettano di condividere la loro conoscenza con un pubblico ampio e facendosi capire da tutti. Quello del Festival è un modello interessante – ha detto Laterza – che funziona anche perché qui c’è una comunità capace di accogliere”.
Parole ribadite dal sindaco, Alessandro Andreatta: “Trento è una città accogliente per tutti – ha detto – ed in particolare per i tanti studenti universitari e per i lavoratori che vengono da fuori, non solo per i servizi, ma anche per la qualità della vita che propone” ricordando come a Trento vi siano 40 centenari.
"Se la guardiamo dal punto di vista economico – ha detto Gregorio De Felice, Chief Economist di Intesa Sanpaolo e socio GEI – la sanità è una filiera che da lavoro e su cui conviene investire, anche perché con l’aumento dell'età media la domanda di salute è destinata a crescere. Investendo in prevenzione, in particolare, possiamo incidere positivamente sulla spesa sanitaria complessiva. E’ stato fatto un calcolo – ha aggiunto – che con 800 milioni si possono risparmiare circa 4 miliardi di euro".