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“La giornata formativa di oggi – ha affermato il governatore Rossi - assume un’importanza più che mai necessaria in quest’epoca ricca di sfide, di incertezze e di cambiamenti. La Giunta provinciale ha operato in questi anni delle scelte che ci consentissero di essere in presa diretta con i cambiamenti, anche con scelte forti che talvolta mettono in discussione abitudini consolidate. Sono però certo che ognuno di noi, consapevole del proprio ruolo, si sente di dover dare delle risposte a questi cambienti. La direzione che abbiamo intrapreso è quella giusta e pertanto ben vengano momenti come quello di oggi, in cui è giusto fermarsi per riflettere. La scuola è il settore che si prende cura del nostro bene più prezioso: i nostri figli. La scuola dell’infanzia trentina gode di grande solidità e di ottima qualità però sta affrontando un momento delicato, anche a causa del calo delle nascite. Quest’anno registriamo infatti circa 400 iscritti in meno rispetto allo scorso anno. Ciononostante abbiamo continuato ad investire in questo settore e ciò è dimostrato nelle scelte di allocazione delle risorse, soprattutto in favore di chi ha più bisogno. Si pensi, infatti, che dal 2010 ad oggi abbiamo investito il 9% in più di risorse solo per l’area dei bisogni educativi speciali. Questo, ed è il tema della giornata di oggi, perché la nostra prima sfida è poter garantire una scuola che sia il primo vero luogo di inclusione.”
La mattinata è proseguita poi con gli interventi di Roberto Ceccato, dirigente del Servizio Infanzia e Istruzione del Primo Grado che nel ringraziare tutti i presenti, ha sottolineato l’importanza della condivisione “l’accoglienza – ha detto Ceccato – è la prima di ogni azione educativa”. A seguire Miriam Pintarelli direttrice dell’Ufficio Infanzia ha evidenziato l’importanza della dimensione soggettiva oltre a quella professionale e ha detto “ la prima risorsa che può portare un cambiamento siamo noi. La diversità – ha proseguito Pintarelli – va capita, riconosciuta e valorizzata”.
A seguire Giacomo Mazzariol, giovane autore del libro “Mio fratello insegue i dinosauri” ha proiettato un toccante video da lui realizzato dal titolo “The simple imperview”, e ha raccontato l’evoluzione della relazione con il fratello, portatore della sindrome di Down. Un racconto permeato dalla dimensione personale, di costruzione progressiva della relazione passando dall'idealizzazione, al rifiuto, fino all'accettazione e al riconoscimento nel fratello di doti meno consuete.
Marina Santi, Professore Ordinario presso il Dipartimento di Filosofia, Sociologia, Pedagogia e Psicologia Applicata dell’Università di Padova, Didattica e Pedagogia Speciale, ha parlato del collegamento tra la dimensione personale - le emozioni e le aspettative che entrano in gioco nel rapporto nell'incontro con l'altro - e la dimensione professionale, che non rinnega questi sentimenti ma diventa anche responsabilità educativa, impegno, e precisa azione intenzionale. “L'incontro con l'altro – ha detto - porta vissuti, emozioni, rappresentazioni mentali che, come professionisti dell'educazione, vanno riconosciuti. Accettare l'alterità come opportunità per una didattica "diversa"”.
Berta Martini, Professore associato in Pedagogia generale e sociale presso l’Università degli Studi di Urbino, dove insegna Pedagogia dei saperi, ha parlato di didattica e organizzazione, mentre Massimo Baldacci, Professore Ordinario di Pedagogia Generale e Prorettore presso l'Università degli Studi di Urbino ha svolto un intervento sul tema del curricolo scolastico sostenendo che individualizzazione e personalizzazione sono fattori per valorizzare i potenziali individuali. “L’individualizzazione – detto - cerca di garantire che i fondamentali traguardi formativi siano raggiunti da tutti, mentre nella personalizzazione l’obiettivo è diverso per ciascuno, assicurando a ogni bambino la possibilità di coltivare le proprie potenzialità e talenti”.
La mattinata si è conclusa con gli interventi di Paolo Ghezzi, giornalista, ed Emanuela Artini, insegnante che hanno portato la loro esperienza genitoriale, descritta nel libro “Filololò rema nell’aria - Storia di Alessia”, in cui hanno raccontano i loro vissuti con la figlia. (c.ze.)