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Accompagnato dai titolari della società Mario Dorighelli e Thomas Klotz che all’interno dell’azienda ricoprono rispettivamente i ruoli di Amministratore delegato e di Direttore generale, il governatore ha osservato le diverse fasi produttive, incontrando anche i lavoratori. L'azienda trentina è conosciuta in tutta Italia per la qualità del prodotto, oltre che per la rapidità delle consegne e per l'assistenza dei clienti. “Si può essere leader soltanto se si continua a sperimentare, lanciando sul mercato i materiali più all'avanguardia” hanno commentato i titolari. Che al presidente Fugatti hanno raccontato come sono riusciti a firmare il brevetto mondiale per mini lifting invisibili: “Siamo stati contattati da un chirurgo estetico: gli serviva del filo elastico bianco in silicone che viene assorbito dal corpo. Noi lo abbiamo inventato”. Ora è in arrivo un secondo brevetto.
Il silicone - è stato spiegato - è un materiale particolarmente interessante perché il suo utilizzo non si limita alla sigillatura e alle protesi. LeMur ha dunque approfondito le qualità tecniche del prodotto, approfondendone la bio-compatibilità. È così nato un nuovo sistema di ombreggiatura per le serre resistente ai raggi Uv. Un'altra proprietà dello speciale filato made in Trentino è la stabilità termica per confezionare tute altamente elastiche come quella indossata nel 2012 dal grande Michael Schumacher.
Per quanto riguarda le prospettive future, LeMur punta a rendere riciclabili i suoi filati. Una scommessa ambientale, alla luce del fatto che oggi i tessuti (la maggior parte dei quali contiene parti di plastica) a fine vita finiscono in discarica. L’idea è quella di allungare il più possibile il ciclo di vita dei materiali usati nel tessile: “Questo significa ripensare a tutta la filiera: il capo deve essere riprogettato per nuovi possibili utilizzi futuri” evidenziano i titolari. Si vuole dunque creare un modello virtuoso che possa garantire vantaggi in termini economici, ambientali e di immagine per il distretto industriale provinciale. Il Trentino può quindi diventare un network che coinvolge anche il settore della plastica. "Ci piacerebbe - hanno concluso- che in questo percorso la Provincia autonoma di Trento svolgesse il ruolo di facilitatore per far convergere gli sforzi di diverse esperienze che provengono dal mondo dell'impresa come pure da quello dell'università e della ricerca"
Riprese e immagini a cura dell'Ufficio Stampa