
Dalla Cina al Canada, dall'Indonesia alla Finlandia, un'unica lingua comune: quella della valorizzazione del patrimonio geologico come opportunità per le comunità lo abitano, della ricerca di un punto di equilibrio tra la sua conservazione e lo sviluppo del territorio: “Non servono grandi costruzioni, bisogna fare buon uso delle risorse naturali e culturali, senza distruggere ciò che la natura ci ha dato”, è l'invito del presidente della Rete Globale dei geoparchi Nickolas Zouros.
Sono 140 i geoparchi presenti nel mondo: 72 in Europa, di cui 10 in Italia, 59 nell’area Asia-Pacifico, 4 in America Latina-Caraibi, 3 in Canada e 2 in Africa (in Marocco e Tanzania).
UN PATRIMONIO NEL PATRIMONIO
Il Parco Naturale Adamello-Brenta già dal 2008 ha ottenuto il riconoscimento di Geoparco e nel 2015 è stato inserito all'interno della Rete europea e mondiale dei geoparchi. Per quale motivo?
“Prima di tutto per la sua elevata geodiversità”, spiega la geologa Vajolet Masè,“da un lato le Dolomiti di Brenta con le loro rocce sedimentarie, dall'altra il Gruppo Adamello Presanella con le rocce magmatiche intrusive, quelle effusive in val Rendena e infine le rocce metamorfiche. Insomma un laboratorio a cielo aperto in cui sono presenti tutte e quattro le tipologie di roccia”. Una geodiversità che si aggiunge all'elevata biodiversità del Parco Naturale: un patrimonio nel patrimonio dunque, visto che le Dolomiti di Brenta sono uno dei nove sistemi dolomitici riconosciuti dall'UNESCO nel 2009 come un unico Bene.
IL NUOVO BALCONE PANORAMICO
Nel segno dell'integrazione tra i diversi riconoscimenti UNESCO, non poteva mancare quindi la collaborazione della Fondazione Dolomiti UNESCO. La giornata inaugurale della Conferenza è stata l'occasione per inaugurare uno dei balconi panoramici e informativi realizzati dalle varie province secondo lo standard comunicativo progettato dalla Fondazione. La Provincia Autonoma di Trento e il Parco Naturale Adamello Brenta Geopark l'hanno collocato nei pressi di Malga Ritort: “Sono strutture inserite in un contesto già antropizzato”, spiega il direttore della Fondazione Dolomiti UNESCO Marcella Morandini, “l'obiettivo è quello di accrescere la consapevolezza dei visitatori ma anche di mettere in luce la trasversalità del Bene Dolomiti, che si estende su cinque province e tre regioni. Per la primavera del 2019 i balconi panoramici saranno sette, in tutto il territorio delle Dolomiti UNESCO: un modo per rimarcarne l'eccezionalità, della cui conservazione attiva dobbiamo essere tutti responsabili”.