La parola d'ordine del convegno di Vernazza è stata "prevenzione", perché sono ancora troppe le vittime e i danni che si contano, ahimè, a calamità avvenuta.
Il presidente Dellai, nel suo lungo intervento, ha riconfermato la vicinanza e l'amicizia alla popolazione ligure: "Nei momenti difficili dello scorso autunno si è assistito a una disponibilità importante di molte Regioni, a testimonianza che quando scatta la necessità ci sono davvero solidarietà e generosità. Sono, questi, però, sentimenti che devono continuare anche nella condivisione delle riflessioni che oggi facciamo, nella consapevolezza che i valori civili devono essere coltivati giorno dopo giorno. Viviamo in un periodo un po' strano, contraddistinto da una specie di 'effetto pendolo' - ha poi proseguito il presidente - a causa del quale la protezione civile per un periodo fa tutto, mentre subito dopo si vorrebbe non facesse più nulla. Tuttavia, per evitare questi momenti altalenanti che provocano disfunzioni e disagi organizzativi, dobbiamo recuperare saggezza ed equilibrio avendo un occhio all'Europa: nel continente, infatti, ci sono esperienze consolidate che ci indicano quale deve essere la strada da imboccare per superare questi momenti di fragilità. Come sistema delle Regioni stiamo lavorando in questo senso e vogliamo elaborare proposte che sottoporremo al Governo e al Parlamento. Anzi, vorremmo costruire un progetto tutti assieme, a partire dai punti di forza, che sono tantissimi, ma anche dai momenti di debolezza, che ci devono aiutare a fare esperienza; speriamo che possa essere avviata una riflessione comune per affrontare proprio il tema di una riforma globale della protezione civile, che è un grande patrimonio di tutta la Repubblica".
Per il presidente Dellai ci sono due parole importanti: "La prima è 'prevenzione' – ha ribadito, – intesa non solo nel senso dei lavori e delle opere che si devono realizzare, delle pianificazioni, delle leggi e dei vincoli, ma anche nel senso di un ripristino della responsabilità popolare, perché debbono essere davvero i cittadini i protagonisti di questa cultura. Nessuna regola potrà sostituire il fatto che un territorio è vissuto dalle comunità secondo il principio di responsabilità, dell'auto o meglio del micro-autogoverno. La seconda parola è 'sistema': la protezione civile deve essere un sistema costruito in maniera coerente con l'impianto istituzionale del nostro Paese, all'interno del quale va recuperato e valorizzato il senso importante del volontariato. Senza un volontariato forte, diffuso, organizzato e adeguatamente preparato, nessun Paese al mondo affronta con efficacia e tempestività i temi della prevenzione e della protezione civile".
"La questione fondamentale - ha quindi proseguito Dellai - è che il volontariato dev'essere organizzato e intimamente collegato al territorio che lo genera, perché è con la comunità che esso deve vivere in simbiosi. C'è poi la filiera istituzionale, caratterizzata oggi dalla confusione dei ruoli, tanto che non è ben chiaro chi siano le autorità della protezione civile. Eppure esistono tre livelli istituzionalmente riconosciuti: il primo è quello del sindaco, che è la prima autorità di protezione civile all'interno del suo territorio. È evidente che egli deve avere strumenti propri, ed è qui che il volontariato organizzato interviene, secondo un modello che lo stesso ex ministro Giuseppe Zamberletti ha spesso ricordato e che caratterizza il resto d'Europa. Il secondo livello è quello delle Regioni, nel quale il presidente si fa carico di precise responsabilità in ragione del grado di emergenza da affrontare. Anche in questo caso occorre ragionare sugli apparati operativi di cui può disporre il governatore della Regione e qui penso alla necessità di cominciare a discutere su una proposta di regionalizzazione del corpo nazionale dei vigili del fuoco, in modo da poter liberare un patrimonio di risorse umane e capacità tecniche all'interno di una logica di sussidiarietà e nel segno di una 'Repubblica delle Autonomie'. Il terzo livello - ha concluso il presidente Lorenzo Dellai - è ovviamente quello nazionale, chiamato a gestire, attraverso la Presidenza del Consiglio e il Dipartimento nazionale della Protezione civile, calamità ed emergenze la cui portata è al di sopra delle sfera di azione dei due precedenti livelli". (g.p.)
Immagini, riprese e intervista audio (al presidente) a cura dell'Ufficio Stampa -