"Sul fronte trentino non ci sono state particolari resistenze all'impianto di Cadino - ha commentato il vicepresidente Pacher - perché si è attuato un preciso lavoro di preparazione, con visite ad impianti analoghi sia sul territorio italiano che in Austria per far capire ai residenti la reale dimensione e le emissioni del biodigestore. Ma così non è stato per i residenti della Provincia autonoma di Bolzano, tant'è che attualmente vi sono due ricorsi al tar contro quest'opera, uno presentato da una ditta privata e l'altro dal Comune di Salorno".
Per questo si è cercato di raggiungere un accordo con la Giunta provinciale altoatesina, per recuperare un percorso di condivisione analogo a quello del territorio trentino: "In una prima fase le due Agenzie provinciali per la protezione dell'ambiente di Trento e di Bolzano - ha proseguito Pacher - hanno avviato due distinte indagini per simulare le emissioni di un impianto di questo genere, analisi che hanno dato lo stesso positivo risultato. Quindi abbiamo fatto un passo ulteriore, per placare ogni timore fra i residenti, affidando alla Provincia di Bolzano, attraverso il braccio operativo rappresentato dalla loro Agenzia per l'Ambiente, la possibilità di effettuare assieme all'Appa di Trento sopralluoghi e controlli, nonché di proporre prescrizioni che saranno tradotte in misure idonee da parte della Provincia di Trento, questo se dovessero esserci molestie olfattive importanti".
In base all'accordo approvato dalle Giunta provinciali di Trento e di Bolzano, l'Agenzia ambientale di Bolzano viene dunque autorizzata ad effettuare congiuntamente all'Appa sopralluoghi e controlli presso il biodigestore di Cadino, inoltre, in caso di comprovate molestie olfattive, può proporre prescrizioni che dovranno essere immediatamente tradotte in misure idonee dalla Provincia di Trento. Nei primi due anni, inoltre, il gestore dovrà ogni sei mesi eseguire misure in emissione al biofiltro ed al cogeneratore, successivamente la frequenza potrà essere ridefinita. Il piano di controllo esterno prevede infine che le agenzie per l'ambiente potranno prelevare fino a cinque campioni in cinque punti diversi, le spese per il controllo saranno finanziate al 50% da ogni provincia autonoma. (at)
L'impianto
Il sito del progetto, adiacente alla statale 12 del Brennero, è ubicato circa 950 metri a nord-est dell'abitato di Cadino, nel Comune di Faedo, a circa 2.800 metri di distanza dalla zona industriale di Salorno, a circa 3.700 metri dal centro abitato di Salorno (a nord), a circa 3.000 metri dagli abitati di San Michele e di Mezzocorona (a sud-ovest) e a circa 2.500 m da quello di Roverè della Luna (a nord).
Il progetto prevede la realizzazione di un impianto integrato (anaerobico e aerobico) per il trattamento della frazione organica dei rifiuti urbani provenienti dalla raccolta differenziata attuata nel territorio della provincia di Trento, per la produzione di ammendante compostato di qualità. I quantitativi di rifiuti previsti in ingresso all'impianto ammontano a 25.715 tonnellate/anno per la frazione organica (compresa l'erba) e a 8.500 tonnellate/anno per il verde (ramaglie) da utilizzare quale strutturante all'interno del processo di degradazione biologica. Il fabbisogno energetico, elettrico e termico, dell'impianto risulta coperto dalla produzione dei cogeneratori previsti, ed il surplus potrà essere immesso nelle reti elettriche e di teleriscaldamento. Questo contribuisce alla valorizzazione sia in termini energetici che merceologici delle grandi quantità di biomassa secondaria, evitando il consumo di risorse naturali o di fonti energetiche tradizionali.
Nel dettaglio, i dati di progetto contengono una stima della quantità di biogas prodotto atteso pari a 2.658.075 Nmc/anno (13.064.620 kWh/a), in grado di produrre energia termica pari a 5.356.494,20 kWht ed elettrica pari a 5.095.201,80 kWhel. Di tale energia prodotta dall'impianto, secondo le stime di progetto si prevede di utilizzare per autoconsumo circa il 9% dell'energia elettrica ed il 70% dell'energia termica, immettendo in rete la restante parte. L'impianto si caratterizza pertanto per la produzione di energia da fonti rinnovabili, in coerenza con gli obiettivi del Piano energetico ambientale provinciale e in attuazione degli impegni europei che impongono di aumentare l'uso delle risorse rinnovabili per limitare la dipendenza dalle fonti fossili convenzionali e allo stesso tempo per far fronte ai problemi ambientali generati dal loro utilizzo. Lo schema di processo dell'impianto si articola nelle seguenti fasi: ricezione, stoccaggio, conferimento dei rifiuti; pretrattamento dei rifiuti; primo stadio biologico mediante trattamento anaerobico (biodigestione); miscelazione del digestato con strutturante verde; secondo stadio biologico mediante trattamento aerobico (compostaggio) - a sua volta suddiviso in una prima fase aerobica accelerata in biocelle (biotunnel), vagliatura intermedia e seconda fase aerobica in aia di maturazione; raffinazione e stoccaggio finale compost; miscelazione campioni di substrati per giardinerie; utilizzo del compost: serra didattica/sperimentale.
In allegato immagini, riprese e intervista audio (al vicepresidente Pacher) a cura dell'Ufficio Stampa -