
Martedì 13 marzo al Cineforum Teatro San Marco di Trento (Via San Bernardino 6) la doppia proiezione (17.30 e 20.45) del lungometraggio svedese Sami Blood aprirà “Avvicinamenti”, il programma di proiezioni con il quale, in attesa dell’avvio della 66. edizione del festival, si potrà cominciare a vivere l’atmosfera dell’annuale manifestazione trentina.
Sami Blood è un film di formazione semi-autobiografico in cui la regista guida il pubblico attraverso gli incredibili paesaggi del profondo nord, alla scoperta delle vicende di razzismo e omologazione subiti dalle popolazioni lapponi nel corso del ’900. Protagonista del lungometraggio è la quattordicenne Elle Marja, una ragazzina lappone che vive in una comunità di allevatori di renne. Esposta negli anni ‘30 del secolo scorso alla discriminazione e alla certificazione della razza per frequentare la scuola, Elle inizia a sognare una vita diversa. Per realizzare questo desiderio, però, dovrà allontanarsi dalla sua famiglia e dalla cultura della sua gente, diventando un’altra e rinnegando le sue origini. Ai giorni nostri, ormai anziana e con un altro nome, Christina, torna nella sua terra per il funerale della sorella, con il solo desiderio di andarsene il prima possibile.
Amanda Kernell è nata in Svezia nel 1986 da madre svedese e padre sami. Regista e sceneggiatrice, si è diplomata nel 2013 alla National Film School of Denmark a Copenaghen debuttando nel 2007 con il corto Our Disco, seguito diversi cortometraggi di successo. L’acclamato Northern Great Mountain (2015) funge da prologo per il suo primo lungometraggio Sami Blood (Svezia/2016/110’), in anteprima mondiale alla 73. Mostra del Cinema di Venezia e poi al Toronto International Film Festival e al Sundance Film Festival. Il film si è rapidamente affermato come una delle rivelazioni dell’ultima stagione, vincendo il Premio Label Europa Cinema alle Giornate degli autori a Venezia, il Fedeora Award per il miglior debutto, il LUX Film Prize 2017 per il miglior film europeo e il Dragon Award for Best Nordic Film al Göteborg International Filmfestival.
Dopo l’avvio con Sami Blood, “Avvicinamenti” si sposterà al Cinema Astra per Haiku on a Plum Tree, documentario sugli anni giapponesi della famiglia di Fosco Maraini alla presenza della regista e nipote Mujah Maraini-Melehi (mercoledì 21 marzo alle 21). Il film introdurrà “Destinazione… Giappone”, la sezione del festival dedicata alla scoperta del territorio, della cultura e delle tradizioni del Paese ospite della 66. edizione. Il Cinema Astra ospiterà a seguire l’anteprima di Surbiles di Giovanni Columbu (4 aprile alle 21), uno dei film italiani presentati all’ultimo Locarno Festival e l’appuntamento conclusivo di “Avvicinamenti” 2018: La botta grossa di Sandro Baldoni (18 aprile alle 21), sul terremoto del 2016 in Italia centrale.
Come da tradizione, il Centro per Cooperazione Internazionale ospiterà le proposte a sfondo sociale, con l’anteprima di Barbiana ’65 – La lezione di Don Milani del regista Alessandro G. A. D’Alessandro (28 marzo alle 20.30) e Pagine nascoste di Sabrina Varani su e con la scrittrice Francesca Melandri (11 aprile alle 20.30), presentato all’ultimo Torino Film Festival e protagonista di un tour di successo tra città e sale italiane.