"I negozi dislocati nelle zone di montagna – osserva il vice presidente Olivi – non sono solamente attività economiche, da valutare unicamente alla stregua di parametri di redditività. Sono un vero e proprio presidio sociale, uno degli spazi di vita quotidiana delle comunità che risiedono lontane dai grandi centri. Sono una scommessa sul futuro di intere aree. Sono una risposta al rischio di desertificazione della montagna. Per questo, nonostante il periodo imponga di applicare criteri selettivi nel finanziamento, a fronte di un calo delle risorse disponibili da circa quattro a circa due milioni di euro nel giro di pochi anni, si conferma l'impegno della Provincia a sostenere i privati che in questi anni hanno aperto e mantenuto sul territorio attività economiche che funzionano anche come dispensatrici di servizi utili per tutti i cittadini".
Con la decisione di oggi la Giunta provinciale ha aggiornato quindi il provvedimento con cui, un anno fa, aveva già innovato i criteri di attuazione della legge provinciale n. 17 del 2010.
Ecco alcune delle novità introdotte oggi:
- diventa obbligatorio per tutti lo svolgimento, a titolo gratuito, delle attività multiservizi;
- solo per quanto riguarda eventuali futuri insediamenti viene confermata una maggiore attenzione e priorità per le attività che si caratterizzaranno per la perifericità, la collocazione in aree montane e la funzione effettiva di servizio ad un territorio privo di altre attività;
- sono riaperti i termini per la presentazione delle domande per il premio di insediamento per gli esercizi che si attivano dal 2016;
- diventa obbligatoria l'esposizione del cartello che identifica l'attività multiservizi, dell'orario di apertura al pubblico e dell'elenco delle attività multiservizi che vengono svolte;
- diventa obbligatorio anche tenere un registro per il servizio sostitutivo di consegna della spesa a domicilio (per chi lo svolge). (lr)